“Pax”, un inno all’amicizia

TODAY PAX GIFOrmai è risaputo. Eureka nasce come uno spazio di pura condivisione, di intrecci e connessioni, sprigionate dai libri che catturano la mia attenzione in libreria che spesso poi, mi ritrovo a consigliare.

È il caso di Pax, di Sara Pennypacker, un romanzo formativo semplice, scorrevole che ho consigliato di leggere ai miei alunni e ai miei ometti del cuore ( i miei nipoti, ahimè sempre più grandi) durante le vacanze di Natale. Leggendo il libro mi ha colpita l’estrema dolcezza con la quale l’autrice ha delineato il profilo dei suoi personaggi, uniti da un profondo legame di amicizia. Un’amicizia vera, solida, quella tra Peter e il volpacchiotto Pax, messa a dura prova dalle continue separazioni e unioni che costituiscono un leitmotiv del romanzo.

Questo libro colpisce perché è uno straordinario “inno all’amicizia”. Volevo arrivasse soprattutto questo messaggio ai miei bimbi. Volevo avessero tra le mani una storia, una testimonianza che dimostrasse quanto l’amicizia, qualunque volto abbia purché vera e sincera, sia una forma d’amore a tutti gli effetti, che spinge a mettere in campo noi stessi, i nostri sentimenti. Perché l’amicizia vera è amore, quello con la A maiuscola.

Eureka è uno spazio di condivisione, così ho deciso di dare voce ai commenti, alle impressioni, alle emozioni dei miei ragazzi. Vorrei che fossero loro a raccontarvi di Pax, un libro dolce che coinvolge grandi e piccini.

Peter e Pax erano due amici inseparabili, divisi dal padre del ragazzo perché dovette andare in guerra. Pax fu abbandonato nel bosco e Peter decise di intraprendere un viaggio per ritrovarlo. Il viaggio è ricco di emozioni e nuove amicizie.

La parte del testo che mi ha fatto arrabbiare di più è stata l’azione del papà, ovvero quella di separare i due amici. La mamma di Peter morì in un incidente dopo aver litigato con lui e aveva trovato la volpe proprio vicino la tomba della mamma, per questo penso che non dovevano essere separati.

Nella parte finale avrei voluto che Pax tornasse a casa ma sono sicuro che rimarranno amici inseparabili, stretti da un patto di sangue.

Domenico, 5^elementare

Quando ho letto l’ultimo capitolo, avevo il cuore a mille. Mi ha fatto capire che certe volte, la cosa giusta da fare è quella più dolorosa.

Il libro mi è piaciuto tantissimo e lo consiglierei alle persone che hanno un grande cuore. “Non sono un bambino” è la citazione che ho preferito: fa capire che Peter ,pur essendo un ragazzino, ha l’animo di un uomo.

Giacomo, 1^ media.

 

Voci di donna

IMG_20190514_190835Quando mi sono trovata tra le mani l’ultimo libro di Margaret Atwood, scrittrice versatile, ironica e soprattutto anticonvenzionale, non ho esitato ad acquistarlo. ”  Il canto di Penelope” è un vero e proprio inno alle donne. In particolare, a manifestarsi è la voce di Penelope, una moglie ma soprattutto una donna, ricordata per il suo coraggio, la sua saggezza, la sua pazienza… .

Moglie devota di Odisseo, sovrano di Itaca, protagonista indiscusso della guerra di Troia e di un viaggio lungo venti anni per il Mar Mediterraneo, Penelope è una donna dalle mille sfumature: intelligente, fedele, scaltra nel mettere in pratica l’inganno più celebre della storia.

Un oracolo aveva predetto il ritorno di Odisseo. Man mano, però, che gli anni passavano e Odisseo non compariva, anche la fede nell’oracolo si andava affievolendo. Anch’io cominciavo a nutrire dubbi e infine avevo dovuto convenire – almeno in pubblico – che Odisseo era probabilmente morto […]. Montai un grande ordito sul telaio  rendendo nota l’intenzione di tessere un sudario per Laerte, mio suocero […] ma poi la notte, disfacevo quel che avevo fatto di giorno e così il sudario restava sempre troppo piccolo.

La celebre tela, quella che divideva la regina di Itaca dalla bramosità dei pretendenti, i terribili Proci, ospiti insidiosi a palazzo; quella che raccoglieva le lacrime, le preghiere, i pensieri di Penelope… . Già, a cosa pensava davvero?

L’autrice ci fornisce un punto di vista nuovo, quello di una donna che ormai giunta nel “Regno del non ritorno” ripercorre la sua storia con determinazione: un’infanzia che l’ha vista crescere troppo in fretta, la rivalità con la cugina Elena (presenza ingombrante nella sua vita e nella storia), un matrimonio che le permetterà di crescere e di stimare e ammirare immensamente un marito imposto, il suo ruolo di madre e le responsabilità di regina.

è una luce nuova, tutta “rosa” del mito, in cui hanno spazio altre voci di donna, quelle delle ancelle del palazzo che rivendicano un’attenzione forse mai concessa. La stessa che con forza chiama e canta Penelope:

Quelli di voi che riusciranno a cogliere questo bisbiglio, questo squittio, confonderanno le mie parole con le brezze che soffiano tra i giunchi secchi, con il volo dei pipistrelli al crepuscolo, con i brutti sogni. Ma io sono sempre stata determinata per natura. Paziente, si diceva di me. Amo seguire un progetto sino alla fine.

 

 

Per voi

Questa volta non parlerò di libri, o meglio, non farò riferimento ad un libro esplicito che mi ha colpito in libreria. I libri sono il filo conduttore della mia vita, protagonisti indiscussi delle mie giornate, simbolo del lavoro che svolgo con dedizione da circa due anni. Oggi voglio parlare proprio di questo, di quanto sia grata alla vita per svolgere quello che secondo me è il lavoro più bello del mondo: insegnare.

Questo post è dedicato ai miei alunni, alle loro storie, alle loro fragilità e punti di forza. E’ inspiegabile quello che si crea tra le mura scolastiche: certo, attraverso i libri, si raccontano storie, si trasmette il sapere, si lavora sodo, non senza sacrificio e impegno. Ma la scuola non è solo questo. Scuola è condivisione, amicizia, sostegno, sorriso, lacrima, chiacchiera e a volte sofferenza. Scuola sono le tante storie nascoste dietro ai volti di quei ragazzi davanti a noi ogni mattina, da cui c’è tanto da imparare.

GRAZIE per avermi lasciato tanto, forse più di quanto abbia dato.

 

Storie piccine per lettori piccini

Questo post è scritto e pensato per le mamme: per chi lo è già, per chi lo è da poco, per chi lo sarà presto, per chi come me, spera di diventarlo. La mamma si sa, è una Mary Poppins reale, tuttofare. Tra i tanti ruoli che ricopre, la mamma è anche una cantastorie che con voce rassicurante, legge, racconta, ci catapulta nel magico mondo dei libri.

La lettura a voce alta di un libro è un momento intimo, magico, un ricordo indelebile per i bambini: quanti di noi ricordano ancora i personaggi delle favole o i protagonisti di quella filastrocca che tanto ci calmava prima del momento della nanna?

Mamme leggete con i vostri bambini, sognate insieme a loro: raccontate del topolino dei denti da latte, della magica slitta di Babbo Natale, sperate insieme di non ricevere il carbone il giorno dell’Epifania, di non avere mai il naso lungo come Pinocchio perché le bugie non si dicono e la verità, anche se triste, deve regnare sempre.

Raccontate queste tre storie piccine, raccolte in un breviario coloratissimo da tenere sul comodino. Raccontate della Custode della notte, della ragazzina con la spada, del signore con  il cappotto che ha perso il sonno.

Per i dolci sogni di Domenico, Antonio, Andrea, Lisa e della piccola Giulia, ” Storie della notte” di K. Crowther. Tre storie semplici, piccole… come i vostri bimbi.

Per non dimenticare

Parto con una semplice, breve considerazione: ci vuole rispetto. Bisogna accostarsi al 27 Gennaio, “Giorno della Memoria”, in punta di piedi, con sincerità, la stessa che deve spingerci ad ammettere che non è più possibile chiudere gli occhi sulla strage che si sta consumando in mare; la stessa che deve spingerci a ricordare e non dimenticare quello che è stato ogni giorno.

Discriminare: una parola dal volto atroce. solo una parola

Un meccanismo semplice ma disumano, simile a quello che è stato alla base della persecuzione e dello sterminio degli ebrei, così simile a molti pregiudizi ancora vivi nella nostra società, scomodo protagonista nella vita di Roberto, protagonista del libro “SOLO UNA PAROLA ” di Matteo Corradini.

Per i più piccoli, per non dimenticare, una storia al tempo delle leggi razziali, piacevole scoperta in libreria.

 

 

 

 

Eureka!

Eureka è un’interiezione ottenuta da una translitterazione di una parola attribuita ad Archimede, spesso usata per indicare e celebrare una scoperta appena avvenuta o un’invenzione.

Celebrare una scoperta: questo è l’obiettivo di questo piccolo, piccolissimo spazio dedicato ai libri che sono parte della mia vita da sempre. Libri che attirano con la loro inesorabile bellezza, che raccontano di noi, delle nostre vite.

Condivido la bellezza: i libri. Quelli scoperti per caso, quelli tanto attesi, quelli che amo, quelli che raccontano di me.

 

Un piccolo, piccolissimo spazio pensato per i più piccoli,

cropped-libri-640x342.jpg futuri accaniti lettori, per i miei alunni, per chi è disposto a stupirsi ancora davanti alla piacevole scoperta di un libro.